Phnom Penh e strepidante di vita. I tuk tuk, le bici, i cyclo-pousse, i Land Cruiser fanno a gara a chi passa per primo.
I negozi sono ovunque, vendono tutto dal DVD agli ammortizzatori passando per le scarpe. I caretti ambulanti circolano senza sosta proponendo spiedini arrosto, galette di riso, fiori di loto, bibite, succhi di canna da zucchero, ce n e per tutti i gusti.
Le Guest House fioriscono ad ogni angolo di strada affiancate da nuovi ristoranti e nuovi locali. Tutto e everevescente, tutto si paga in dollari. Tutti sorridono eppure…..eppure c e uno strano sapore.
Quando passeggio e osservo i volti piu segnati dal tempo non posso impedirmi di chiedermi dove fossero sotto i Khmer Rossi. Forse nei campi di rieducazione o nei villaggi del ‘nuovo popolo’ . Forse hanno passato anni a coltivare la terra, raccogliere tonnellate di verdure e riso per soldati e morendo di fame vedendo i propri corpi gonfiare dalla malnutrizione.
Facevano parte del esercito di Pol Pot? Hanno torturato e ucciso vecchi, bimbi , e donne? Oppure hanno subito l odio e la follia dei loro compatrioti? Impossibile da sapere imposssibile entrare nei loro ricordi.
Ora fa molto caldo, il sole picchia, siamo in peino nella stagione calda, forse le idee si schiariranno lasciando questa citta che nonostante tutto vive e rinasce.
Domani forse andiamo un po piu a nord a Kratie cercheremo di vedere gli ultimi delfini del Mekong, poi sara la volta di Angkor e dei suoi sontuosi Vat immersi e mangiati dalla giungla. Altra epoca, altre storie.
Isabelle